3 tecniche efficaci per anticipare i crash di Borsa

3 tecniche efficaci per anticipare i crash di Borsa

Molti trader e piccoli investitori hanno visto svanire tutti i profitti fatti in Borsa nel 2019 con la forte correzione dei mercati nel mese di Marzo. Una domanda sorge spontanea: perché le banche e i vari consulenti finanziari non avvertono mai in anticipo su questi pericoli? Perché fanno sempre perdere i propri clienti?

La questione mi attanaglia, soprattutto perché proteggere i propri risparmi, oltre che fare profitti, deve essere la prima regola per chi si affaccia sul mercato azionario.

Si tratta di una questione delicata, alla quale risponderò alla fine dell’articolo. Prima cerchiamo di capire meglio quali tecniche possiamo utilizzare per anticipare i cash di Borsa, esattamente come fanno i pesci grossi del mercato.

D’altronde, se non si vuole seguire la massa, bisogna fare attenzione a quello che fanno i migliori.

Il trend rialzista prima del crash di Borsa

Proviamo a ripercorrere quanto hanno fatto i mercati azionari a partire dal 2018. Nell’immagine più sotto riporto il grafico dello S&P 500 a partire dal 2017 (si tratta in realtà di un ETF che replica l’andamento dell’indice, ma per le finalità dell’articolo non cambia nulla in quanto le quotazioni sono in pratica equivalenti allo S&P 500).

Dopo la battuta d’arresto del 2015 i mercati hanno iniziato nuovamente a salire, segnando nuovi massimi storici ad eccezione di 3 pause nel corso del trend:

  • Inizio 2017;
  • Inizio 2018;
  • Fine 2018.

La correzione di fine 2018 si è rivelata più marcata delle precedenti, tanto che le banche centrali (in particolare la Fed in USA) hanno nuovamente messo mano alle politiche di allentamento monetario.

Crash di Borsa 2020
Mercato azionario

Con l’intervento delle banche centrali è iniziato a fine 2018 un lungo trend al rialzo, arrivato fino a inizio 2020 senza particolari pause intermedie.

Il crash di Borsa successivo è stato forte e molto veloce, in grado di cogliere impreparati anche i trader più esperti.

Ritornando alla domanda iniziale: era possibile anticipare il tonfo azionario? Certamente, era possibile. Controllando i 3 indicatori seguenti.

1 – Indice Fear & Greed

Si tratta del metodo più semplice e veloce. E’ sufficiente seguire le indicazioni del segnale Fear & Greed calcolato dalla CNN al seguente link:

https://money.cnn.com/data/fear-and-greed/

Si tratta della sintesi di diversi indicatori, tra i quali il rapporto tra azionario e obbligazionario, le opzioni put/call sul mercato, il momentum dei prezzi ecc…

Qui sotto riporto il grafico dell’indicatore sintetico.

Fear & Greed indicatore
Indice Fear & Greed

L’indicatore varia a 0 a 100, ma come si deve leggere ed interpretare?

Molto semplice: più ci si avvicina a numeri bassi e più il sentimenti di mercato è negativo; al contrario, l’andamento del mercato azionario sarà più forte man mano che l’indice segna numeri elevati.

Detto questo, quando il Fear & Greed sale sopra 90 scatta il segnale di allarme: la situazione è eccessivamente ottimista e i prezzi quasi certamente subiranno una correzione. Esattamente l’opposto quando l’indica scende sotto 10: è ora di comprare.

Vediamo prima l’Extreme Fear. Dove siamo scesi sotto 10? Esattamente a inizio 2018, a fine 2018 e adesso sul minimo della correzione. Ottimi momenti per comprare no?

Ma arriviamo al segnale che ci avrebbe consentito di uscire dal mercato prima del crash di Borsa. Ne abbiamo avuti 2 in realtà, il primo a metà novembre e il secondo tra fine 2019 e inizio 2020. Vendere o alleggerire le posizioni sarebbero state decisioni facili e salvifiche.

2 Percentuale di azioni sopra la Media 200

Il secondo metodo è un po’ più tecnico, sebbene sempre semplice.

Si tratta di prendere in considerazione il grafico relativo alla percentuale di azioni che si trova sopra la propria Media Mobile a 200 giorni (con time frame settimanale).

Per il mercato USA l’indice ha ticker $NYA200R e lo puoi trovare su Stock Charts: https://stockcharts.com/freecharts/

Il metodo che consiglio è quello di tracciare delle semplici trend line sul grafico, in congiunzione con una Media Esponenziale a 13 periodi. Nel momento in cui una trend line viene rotta e c’è la conferma anche della media, il trend sul mercato azionario cambierà da rialzista a ribassista (e viceversa).

Un grafico vale mille parole.

Azioni sopra media 200
% di azioni sopra la media 200

A inizio e fine 2018 la tecnica avrebbe consentito di seguire le correzioni di mercato. Il grosso aiuto ce lo avrebbe dato tuttavia a inizio febbraio, quando la trend line rialzista è stata rotta al ribasso insieme alla media esponenziale a 13 periodi (in blu sul grafico).

Ho inserito una freccia nel punto indicato, per far notare come il segnale di debolezza sia avvenuto ben prima del crash di Borsa.

Più difficile rispetto a Fear & Greed ma altrettanto utile.

3 Mercato obbligazionario

Ed eccoci alla domanda iniziale sul perché le banche e i consulenti non ti avvertono mai in anticipo sui possibili pericoli che corrono i mercati.

Come tutti gli investitori “normali”, essi prendono in considerazione informazioni standard, comuni e diffuse tra la maggior parte delle persone. Se non si vuole seguire la massa bisogna però agire diversamente e utilizzare informazioni differenti.

La cosa migliore che possiamo fare è seguire quanto fanno i pesci grossi del mercato: hedge fund, big trader, investitori famosi. Prima di guardare il grafico del mercato azionario, questi operatori di mercato analizzano innanzitutto il comparto obbligazionario e i tassi di interesse.

Il mercato obbligazionario anticipa quello azionario, e non a caso i più grandi e famosi profitti della storia sono stati fatti con i tassi di interesse, a cominciare da Soros e la Sterlina.

Diamo un’occhiata dunque a quanto fatto dai mercati obbligazionari dal 2017 ad oggi.

Mercato obbligazionario
Obbligazionario a 10 anni USA

Le obbligazioni hanno normalmente un andamento inverso rispetto alle azioni: quando i mercati salgono e l’economia va bene, i tassi di interesse salgono anch’essi, riducendo i prezzi delle obbligazioni; quando invece siamo in mezzo a periodi di crisi e le azioni scendono, la discesa dei tassi è la prima politica che viene seguita, con relativa crescita del mercato obbligazionario.

Durante il 2017 e il 2018 il decennale USA è correttamente sceso in concomitanza con il forte rialzo delle borse, come si vede chiaramente nel grafico.

Cosa è successo invece dalla fine del 2018 in poi?

Dal grafico si vede chiaramente la media a 40 periodi iniziare a salire, con i prezzi che si posizionano stabilmente al di sopra di tale media. Il mercato continua poi a segnare nuovi massimi per tutto il 2019, tranne una lieve pausa a fine anno.

Ecco quindi il segnale di allarme: a fronte di un mercato obbligazionario in crescita costante, anche l’azionario ha continuato durante tutto il 2019 a macinare record al rialzo. E questa era evidentemente un’anomalia.

Una situazione del genere era un forte indicatore di qualcosa che nel mercato effettivamente non stava funzionando a dovere. Ecco perché sono convinto che i pesci grossi non si siano fatti trovare impreparati e molto probabilmente siano in larga parte usciti dal mercato con le prime avvisaglie del virus.

Il terzo metodo anticipatore di futuri problemi con i mercati azionari è dunque la correlazione con il mercato obbligazionario, in questo caso rappresentato dal decennale USA.

Conclusioni

Abbiamo visto 3 metodi con cui “testare” la robustezza del mercato azionario. Non si tratta di strategie di trading, quelle necessitano di più studio e applicazione. Ma se abbiamo dei soldi investiti in Borsa, allora seguire le tecniche basilari che evidenziano il comportamento degli investitori più grandi può evitarci perdite importanti.

Guarda anche il video riassuntivo delle 3 tecniche sul canale YouTube:

Happy and healty trading.

Sharing
  •  
  •  
  •  
  •  
  •