Analisi del fenomeno Bitcoin, tra bolla e realtà


Il fenomeno Bitcoin

Periodicamente sui mercati finanziari scoppiano le mode (il Bitcoin ne è un esempio), è inevitabile. E con esse le bolle. Niente è più facile da prevedere.

Il punto fondamentale è che non si conosce il momento esatto in cui tutte queste fasi si realizzano nel tempo: sappiamo cioè che il mercato prevede, anzi vive di bolle speculative (in effetti, ogni fase di rialzo o di ribasso è costituita in realtà da fasi di bolla specuativa più o meno forti), ma nessuno è realmente in grado di prevedere esattamente quale sarà la prossima, quando inizierà e tantomeno quando finirà.

Ripeto, NESSUNO.

La stessa cosa sta accadendo con il Bitcoin, l’ormai strafamigerata criptovaluta che tanto fa discutere economisti e presunti tali. Siamo in una bolla? Finirà? E quando?

Cerchiamo intanto di mettere qualche punto fermo.

Il “valore” di un Bitcoin

Per alcuni studiosi ed “esperti” del settore il Bitcoin è un prodotto finanziario sul quale investire, esattamente come una commodity (oro, argento, petrolio, ecc…) o un qualsiasi strumento finanziario (azione, ETF, fondo comune, ecc…).

In tal caso potremmo stimare il valore intrinseco di un singolo Bitcoin, ovvero un livello di riferimento oggettivo derivante in larga parte dal costo sostenuto per la sua creazione; si tratta in pratica della potenza di calcolo utilizzata dai computer utilizzati, nella sostanza energia elettrica.

Le stime più attendibili fissano un valore intrinseco di € 2.000 in Cina, che sale ad € 10.000 nei paesi occidentali; risulta evidente come tali differenze di valutazione rendano del tutto inutile basare i propri investimenti su questo sistema di calcolo.

La maggioranza degli addetti ai lavori considera invece il Bitcoin una valuta, ed è quello di cui realmente si tratta. Non a caso i prezzi sono quotati in rapporto al dollaro, esattamente come avviene per le altre valute nazionali. Per questo motivo il “valore” di un singolo Bitcoin non può essere stabilito se non dall’equilibrio tra offerta e domanda, esattamente come accade per le altre valute.

Analisi fondamentale e tecnica

Per decidere se e quanto investire in Bitcoin dobbiamo prima stabilire quale tipologia di analisi effettuare su tale strumento.

Se parliamo di analisi fondamentale, necessariamente dobbiamo esaminare la domanda e l’offerta di questo sistema di pagamento, ovvero il numero di utenti che lo utilizzano. Qui sotto il grafico del volume delle transazioni effettuate in Bitcoin nel corso dell’ultimo anno.

Risulta evidente l’aumento considerevole dell’utilizzo di tale “valuta”: si passa dalle centinaia di milioni di dollari dell’anno scorso alle attuali 1-2 miliardi di dollari, con un aumento di circa il 1.900%.

Subito sotto ho inserito anche il grafico dell’ultimo anno relativo al prezzo del Bitcoin.

Anche qui, l’ascesa è parabolica e impressionante, da circa 1.000 (in $) agli attuali 14.500: in percentuale si tratta circa del 1.350%.

Siamo in una bolla dunque (a livello di fondamentali)? Se stiamo alla crescita percentuale degli utenti e del relativo prezzo si direbbe di no, in barba alle continue raccomandazioni degli esperti di settore.

L’analisi tecnica d’altronde possiamo saltarla di netto, dal momento che si tratta di un andamento parabolico e dunque unidirezionale: rialzo, punto.

Utenti Bitcoin

Volume in $ del Bitcoin nell’ultimo anno

 

Grafico Bitcoin

Grafico del Bitcoin nell’ultimo anno

 

Cosa succederà al Bitcoin

Queste considerazioni non devono però portare a fidarsi ciecamente di questo strumento finanziario: a mio avviso, trattandosi di qualcosa di nuovo, i prezzi (e il relativo numero di utenti) potrebbero ancora salire molto, ma ad un certo punto finiranno per stabilizzarsi su un determinato livello (azzarderei una fascia tra 20.000 e 30.000).

Una volta che le monete virtuali diventeranno uno strumento di massa assisteremo a una delle due seguenti reazioni:

1 – le istituzioni finanziari centrali non interverranno e avremo una crescita della concorrenza fra valute virtuali, che tenderà a stabilizzare i prezzi;

2 – i governi vieteranno o limiteranno di molto l’utilizzo di tali strumenti, con la conseguenza che i prezzi e gli utenti scenderanno o si stabilizzeranno su livelli costanti.

In entrambi i casi la sentenza ad oggi rimane la stessa: si salirà, forse, ancora per un po’ prima di vedere i prezzi stabilizzarsi su livelli costanti.

Happy and healty trading.

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