Come analizzare l’indice azionario di Borsa – Fase 2

Come analizzare l’indice azionario di Borsa – Fase 2
Percentuale di azioni del NYSE sopra la Media a 200 giorni

Bene, abbiamo visto nell’articolo precedente sull’indice azionario (QUI) come sia possibile analizzare i dati economici di un paese (e del relativo mercato azionario) riportando il tutto a livello di grafico: si analizza il dato dei NFP (Nonfarm Payroll) e si mette in relazione con il tasso di disoccupazione.

Dal momento che è successo qualcosa di interessante, facciamo un veloce aggiornamento di quanto già visto la volta scorsa sull’attuale situazione del mercato USA guardando la figura sotto.

Slope Stock Index
Situazione lungo termine S&P 500

Ci eravamo salutati un mese fa con il rapporto che era sceso sotto la media mobile (8 periodi), lasciandoci in attesa di una seconda lettura di conferma sotto la media oppure dell’inversione nell’inclinazione della media stessa al ribasso.

Come possiamo notare nessuna delle due opzioni si è verificata, lasciando dunque intatto il quadro rialzista di lungo periodo per il mercato USA: il nuovo dato economico è tornato sopra la media, che da parte sua non ha ancora invertito l’inclinazione. E’ facile capire come i cambiamenti nel lungo termine avvengano molto lentamente, e come dunque sia importante mantenere la calma e aspettare sempre una seconda conferma a quanto in prima battuta possa sembrare invece scontato.

Passiamo adesso alla seconda fase dell’analisi, ovvero il medio termine.

Indice Azionario: secondo step

Anche l’analisi del medio periodo si può affrontare direttamente sui grafici, prendendo in considerazione sia le quotazioni dell’indice azionario che altre variabili. Personalmente utilizzo 3 metodi complementari per farmi un’idea sulla situazione del mercato azionario a livello di grafico settimanale (che prenderemo come base per l’analisi del medio periodo).

L’analisi del mercato azionario nel medio periodo va effettuata su grafici con time frame settimanale.

Approfondiamo in questo articolo il primo dei tre.

Come già fatto con l’analisi di lungo periodo, anche qui non esaminiamo direttamente le quotazioni dell’indice ma un dato ad esse correlato (nei due successivi metodi invece analizzeremo direttamente il grafico dei prezzi).

Il NYSE (ovvero la borsa di New York) conta circa 3.000 società quotate, ognuna delle quali segue il suo trend dei prezzi e risente contemporaneamente dell’andamento economico e azionario generale. Risulta evidente, sia intuitivamente ma anche secondo diverse ricerche statistiche, che nei momenti in cui l’indice di borsa è rialzista in media saranno rialziste la maggioranza delle azioni quotate e viceversa.

Se prendiamo come punto di riferimento una semplice media mobile a 200 giorni (generalmente utilizzata dagli operatori di mercato come indicatore affidabile del trend di fondo di un titolo quotato) possiamo a questo punto ribaltare il ragionamento: se cioè la maggioranza delle azioni quotate si trova sopra la propria media a 200 giorni, allora posso dedurne che la tendenza del mercato azionario sarà rialzista. E viceversa.

Prova a guardare il grafico seguente.

Stocks above 200 Day MA
Percentuale di azioni del NYSE sopra la Media a 200 giorni

Nella parte superiore ho messo il grafico dell’indice di borsa; nella parte inferiore ho invece aggiunto il grafico dell’indice NYA200R (che trovi su StockCharts.com aggiungendo davanti il simbolo $).

Si tratta semplicemente della percentuale di azioni del NYSE che si trovano sopra la loro media a 200 giorni. Il dato ad esempio che vedi sul grafico (51.41) significa che il 51,41% delle azioni quotate è attualmente sopra la media a 200 giorni.

Ho aggiunto sul grafico una linea orizzontale al livello 50, che rappresenta per noi lo spartiacque tra un mercato rialzista e uno ribassista. Esattamente come visto per il grafico per il lungo periodo, anche qui vogliamo 2 chiusure dell’indice sopra o sotto il livello 50 per stabilire se il mercato è rialzista o ribassista (e per decidere dunque di cambiare il nostro giudizio sull’andamento del mercato).

Sempre facendo riferimento al grafico, puoi vedere come a inizio Ottobre 2018 l’indicatore ci ha fornito un segnale ribassista, rimasto tale fino a metà Febbraio 2019, quando è tornato stabilmente sopra 50.

Nel periodo 4-8 Marzo 2019 abbiamo avuto un calo sotto 50 (46,81) che tuttavia, al momento, sembra essere negato dal ritorno sopra lo spartiacque; il segnale rimane dunque ancora rialzista.

Il metodo è dunque semplice da utilizzare, chiaro nelle indicazioni (non c’è spazio per incertezze di lettura) e di veloce applicazione.

Come già detto, si tratta solamente di uno dei tre metodi che utilizzo per stabilire il trend di medio periodo del mercato; utilizzandolo in congiunzione con i due seguenti (che vedremo nei prossimi articoli) ci consente di ridurre incertezze e dubbi nell’analisi: sarò infatti rialzista, nel complesso dell’analisi di medio termine, non appena 2 dei 3 metodi saranno al rialzo e ribassista quando al contrario punteranno verso il basso.

Alla prossima. Happy and healty trading.

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