Bolla-Non bolla: i rischi non sono nelle azioni ma nel mercato dei bond

Bolla-Non bolla: i rischi non sono nelle azioni ma nel mercato dei bond

bolla tulipaniIl mercato dei bond in bolla

Nell’eterna (ormai) diatriba tra catastrofisti, sempre pronti ad ogni nuovo massimo a lanciare allarmi sullo scoppio imminente di una nuova bolla azionaria, e ottimisti fiduciosi sulla salute dei bilanci aziendali, risulta molto interessante scoprire l’opinione di chi sulle bolle finanziarie ci ha costruito una carriera: Alan Greenspan.

I venditori a caccia di affari per via dei (presunti) eccessi del mercato azionario farebbero meglio invece, secondo l’ex governatore della FED, a tenere d’occhio i prezzi dei bond: è lì che si trova la prossima bolla, e quando scoppierà farà male a molti.

Tassi di interesse e bolla finanziaria

“Gli interessi a lungo termine sono eccessivamente bassi e insostenibili, secondo ogni metodo di misura” ha detto l’economista ormai novantunenne; aggiungendo che “quando torneranno a muoversi al rialzo lo faranno piuttosto velocemente, ipotesi al momento non prezzata dal mercato; siamo in una vera e propria bolla nel mercato dei bond, non in quello azionario”.

Mentre la maggioranza degli analisti di Wall Street confida in bassi tassi ancora per lungo tempo, Greenspan non è il solo a mettere in guardia sul fatto che questi si muoveranno al rialzo molto rapidamente non appena si avranno le prime avvisaglie della fine dell’era tassi zero da parte delle banche centrali globali.

Deutsche Bank pensa ad esempio che i rendimenti del Treasury americano siano su livelli molto più bassi di quanto previsto dall’attuale fase economica, mentre Tom Porcelli, capo economista di RBC Capital Markets, concorda sul fatto che è solamente questione di tempo prima che le pressioni inflazionistiche colpiscano il mercato obbligazionario.

Stagflazione e Fed Model

“Ci stiamo avvicinando nuovamente ad una differente fase economica, una situazione di stagflazione che non si vede dal 1970. E non si tratta di una buona notizia per i prezzi degli asset finanziari”.

Le azioni, in particolare, soffriranno non poco una condizione di tassi di interesse reali in crescita, che andranno ad intaccare uno dei pochi fattori oggi in grado di sostenere le valutazioni azionarie.

Greenspan sposa le tesi del cosiddetto Modello Fed, non universalmente accettato negli ambienti finanziari: finché i bond salgono più velocemente delle azioni, gli investitori devono continuare a scommettere su queste ultime, che rimangono asset “less-inflated”.

Al momento attuale invece il Modello registra per le azioni USA un massimo storico in confronto al rendimento dei bond: utilizzando come dato di confronto il rendimento aggiustato per l’inflazione negli ultimi 10 anni dei bond, si scopre che lo S&P 500 rende 10 volte tanto. Vale a dire un 21% in più rispetto alla media degli ultimi 20 anni.

Previsioni su azioni e Bond

Gli investitori dovrebbero dunque abbandonare il comparto azionario al primo accenno di innalzamento dei tassi di interesse, proprio come suggerisce anche David Kostin, capo economista di Goldman Sachs, il quale non seguirà l’andamento long del mercato azionario nei prossimi 12 mesi.

Il manager di Goldman Sachs prevede a fine anno un indice in calo di almeno il 3% dai livelli attuali, soprattutto a causa degli effetti dell’aumento dell’inflazione sulle aspettative di tassi di interesse.

Uno sguardo ai grafici

Ma al di là di quello che può dire Greenspan, cosa ci suggeriscono i grafici di azioni e bond? Per adesso sembra ancora tutto al rialzo, in particolare in Italia dove i titoli di piccola e media capitalizzazione sembrano puntare dritti verso nuovi massimi.

E noi ovviamente non ci faremo certo pregare…

 

Happy and healty trading

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