Perché fare il corso Come Investire in Borsa

Se sei finito su questa pagina del mio sito (e ti interessa il corso Come Investire in Borsa) è perché ti sei trovato in almeno una delle due seguenti situazioni:

Hai fatto degli investimenti in Borsa e non sono andati per il verso giusto, oppure hai cercato di fare trading con le azioni o sul Forex ma hai perso dei soldi;

Hai risparmiato un pò di soldini ma non sai come investirli e dunque sei alla ricerca di un metodo per farlo, o di qualcuno (magari un professionista) che possa darti delle indicazioni utili.

Ci ho indovinato? Se la risposta è sì tutto ok, significa che il SEO manager del mio sito ha lavorato bene! Scherzi a parte, se ti trovi in una delle due situazioni di cui sopra sei finito nel posto giusto: quello che propongo è infatti un corso (quasi) gratis con il quale potrai da subito imparare a investire in Borsa, correndo pochi rischi ma garantendoti nel tempo profitti stabili e sicuri.

Non sto qui a prometterti il coniglio dal cappello o percentuali di guadagno del 1000% all’anno: se sei un tipo (o una tipa) un minimo sveglio dovresti già sapere che quando trovi online queste tipologie di promesse si tratta certamente di una truffa. O questi guadagni nella realtà poi non si verificano oppure, molto spesso, vedi sì i profitti sul conto o sulla piattaforma ma quando li vai a ritirare scopri, malauguratamente, che non puoi farlo! Esatto, proprio così, succede che la banca o il broker in questione si trovano in qualche paradiso fiscale su una sperduta isola del pacifico e quindi vai a ritrovarli i tuoi soldi…

La finalità di questo corso è invece quella di:

1 – GARANTIRE DI NON PERDERE SOLDI

2 – BATTERE IL MERCATO, CON GUADAGNI STABILI DEL 25/35 % L’ANNO

Il mercato azionario USA ha un rendimento medio del 12% l’anno nel lungo termine, operando con logica, impegno, studio e razionalità non è molto difficile fare il 25% o il 35% l’anno di guadagno.

Non ci credi? Continua a leggere…

Come funziona

Ti starai chiedendo: dopo tutto, quante probabilità di successo puoi avere quando devi operare sul mercato contro una moltitudine di portfolio manager milionari che gestiscono fondi di investimento da miliardi di euro/dollari, oppure contro trader preparati e freschi di Master?

Una gara tra te, fiero partecipante del corso (quasi) gratuito online, e questi professionisti sembra molto poco equilibrata.

Beh, la verità è che non è affatto equilibrata. I ricchi manager di Wall Street e i genietti freschi di MBA non hanno alcuna possibilità contro il nostro metodo di investimento.

Esatto! La finalità del sistema di investimento che personalmente adotto non è infatti quella di guadagnare il più possibile quando il mercato sale oppure di realizzare il 1000% di profitto; quello che ci prefiggiamo è solamente di fare meglio della media del mercato, selezionando accuratamente, tramite l’analisi fondamentale e tecnica/grafica delle società quotate, le migliori azioni disponibili sul mercato.

Una volta fatto questo, utilizzando la leva finanziaria e altri piccoli trucchi operativi saremo in grado di guadagnare molto quando il mercato sale e almeno qualcosa quando scende! Tutto qui! La somma finale sarà in ogni caso un profitto, i più delle volte molto molto positivo.

Cosa comprende Come Investire in Borsa

Il Corso Come investire in Borsa comprende:

 – 9 Lezioni, ognuna delle quali composta da un video e dalle slide sull’argomento; si tratta di un sistema piuttosto semplice, che sarai in grado di replicare in autonomia al termine del percorso;

 – Personale disponibilità in caso di dubbi, incertezze o richiesta di informazioni specifiche sull’operatività da adottare;

 – SUPER OMAGGIO: 1 anno di abbonamento al servizio “Trading di Borsa“, il sistema con il quale avviso periodicamente chi mi segue se ci sono azioni interessanti sulle quali fare delle operazioni di trading (solitamente si fanno 4/5 operazioni al mese, non sono mai andato sopra le 10): abbinare questa seconda operatività a quella “tradizionale”, che impari con Come Investire in Borsa, aumenta ovviamente le percentuali di guadagno mensili.

Il corso è (quasi) GRATIS? Sì! L’incredibile offerta è un COSTO di soli € 130 + IVA, che puoi tranquillamente pagare con Paypal o tramite bonifico.

Un costo davvero accessibile, considerato anche l’OMAGGIO sul servizio trading della durata di un anno.

Clicca sul pulsante PAGA ADESSO, al termine del pagamento una procedura automatica ti permetterà di accedere al materiale che hai acquistato.

Per qualsiasi domanda scrivimi pure alla mail pinnasandro.sp@gmail.com oppure chiama il numero 3713653034.

Maggiori informazioni sul corso (e sul funzionamento dei mercati)

Se non ne hai avuto ancora l’occasione, ti consiglio di dare un’occhiata al primo libro sulle azioni, che trovi disponibile registrandoti sul sito, e intitolato “Battere il mercato”, che si occupa di come scegliere un portafoglio di azioni in grado di far meglio del rendimento medio di mercato nell’arco temporale di un anno.

La differenza di questo corso Come Investire in Borsa rispetto al libro “Battere il mercato” sta nell’orizzonte temporale dell’investimento: nel primo caso bisogna mantenere il portafoglio per un intero anno prima di (eventualmente) selezionare un nuovo pacchetto di azioni; questa strategia invece si prefigge di guadagnare subito e molto velocemente, sfruttando i trend di mercato e con un’operatività mensile (dunque più frequente).

Okay, torniamo alla parte iniziale dei guadagni: dov’è il trucco? Come è possibile battere tutti gli esperti ed i professionisti del mercato? Hanno dalla loro anche il tempo che ogni giorno possono dedicare ai mercati nonché gli studi che hanno fatto; e, infine, anche se non tutti hanno un QI sopra il 130, è sicuro che non molti di loro siano dei perfetti idioti.

Per quanto possa sembrare strano, la verità è che non c’è alcun trucco. La spiegazione che rende possibile il paradosso deriva dal funzionamento stesso dei mercati finanziari e del settore delle società di investimento.

Iniziamo subito con una buona notizia: molto semplicemente, se il tuo obiettivo è quello di battere il mercato, un master o una laurea a pieni voti alla Bocconi non ti sarà di nessun aiuto.
Bene, ottimo direi: sempre che tu non abbia già sprecato montagne di soldi e tempo in una facoltà di successo nel tentativo di realizzare il sogno di diventare milionario.

Passiamo adesso alla risposta al sopra citato paradosso, partendo dalla premessa di base di quasi tutte le teorie accademiche sul funzionamento dei mercati: “è impossibile fare costantemente meglio della media del mercato se non grazie alla fortuna”.

Questa premessa, che in dottrina viene riferita alla teoria di efficienza dei mercati (o “random-walk theory”), suggerisce che tutti gli investitori, neofiti o analisti strapagati, hanno a loro disposizione nello stesso momento tutte le informazioni necessarie per valutare i prezzi dei titoli; le loro decisioni di comprare o vendere stabiliscono per tutti gli asset quotati il corretto prezzo, che è costantemente in grado di riflettere il reale valore dei titoli grazie al fatto che le informazioni sono le stesse per tutti.

La conseguenza è che non è possibile trovare azioni sovra o sottoquotate, e dunque che è impossibile fare meglio del mercato nel lungo periodo.

Dal momento che battere il mercato è fuori discussione, i professori e gli accademici spendono un sacco di tempo e di sforzi ad insegnare cose tipo il metodo dei minimi quadrati o il Capital Asset Pricing Model (che in parole povere servono a spiegare come diversificare un portafoglio di titoli azionari in base al rischio che l’investitore vuole assumersi).

In definitiva, se inserisci alcuni dati sul computer e fai girare un programma in grado di eseguire complessi calcoli e formule matematico-statistiche, avrai una probabilità piuttosto buona di riuscire a replicare la performance della media del mercato. WOW!!! Che fortuna!

Il messaggio che lanciano tutti gli studi di questi accademici è chiaro: non puoi battere il mercato, quindi non stare nemmeno a provarci. Migliaia di professori e ricercatori, che hanno pagato un sacco di soldi per la loro istruzione, sembrano volere implicitamente che nessuno possa arricchirsi senza sganciare un centesimo per la propria formazione!

Ovviamente tutte queste teorie non sono supportate dai fatti reali. Basti pensare agli esempi clamorosi di famosi trader e investitori (Buffett, Soros, Lynch, Livermore, Graham, Seykota, Dennis, Icahn solo per citarne alcuni) che non hanno battuto il mercato ma lo hanno ampiamente stracciato…

Come in qualsiasi campo della conoscenza, chi si affida troppo agli studi teorici finisce per perdere il contatto con quanto succede nella vita reale. La ragione per cui tutte queste teorie non rispecchiano i veri mercati finanziari è che si basano di volta in volta su ipotesi e presupposti fissati a piacimento, spesso ragionevoli ma completamente scollegati dalla realtà.

Battere il mercato e gli esperti

Ma ancora non abbiamo dato una risposta al paradosso: come possiamo battere i managers professionisti di Wall Street?

La ragione sta nel fatto che tutti i fondi di investimento ed i loro strapagati gestori finiscono, per un motivo o per l’altro, per seguire le teorie sopra enunciate! Sembra impossibile ma succede davvero, e per due motivazioni:

1 – I fondi di investimento gestiscono molti soldi e necessariamente non possono acquistare aziende di medie/piccole dimensioni senza influire contemporaneamente sui prezzi dei titoli azionari;

2 – Per rispettare normative e requisiti di legge a tutela degli investitori devono forzatamente diversificare gli investimenti ed acquistare almeno un certo numero di titoli quotati.

Facciamo un esempio per capire meglio questi due aspetti.

Prendiamo un fondo di investimento di dimensioni contenute, diciamo di $ 12 miliardi (il ragionamento con numeri maggiori sarebbe ancora più a nostro vantaggio). Per creare un portafoglio di 50 titoli azionari l’investimento medio da effettuare in ogni singola società sarebbe di circa $ 240 milioni, mentre per 100 titoli sarebbe di $ 120 milioni.

Sul New York Stock Exchange e sul NASDAQ, ipotizzando che il fondo investa nel mercato USA (se operasse solamente sul mercato italiano la situazione sarebbe ancora peggiore), ci sono complessivamente circa 8.500 società quotate. Di queste circa 600 hanno una capitalizzazione di mercato superiore ai $ 2.5 miliardi e circa 1.200 ne hanno una maggiore di $ 1 miliardo.

Considerando che per ragioni legali nonché di liquidità (cioè per non influenzare direttamente il prezzo di borsa procedendo con l’acquisto delle azioni) il fondo non può essere titolare di più del 10% di ogni società in cui investe, è probabile che il portafoglio sarà composto da un numero di azioni tra 50 e 100.

Come abbiamo visto sopra infatti le società con capitalizzazione di almeno $ 2.5 miliardi sono circa 600: se i manager del fondo vogliono investire in un numero minimo di 50 titoli (sotto al quale per ragioni di diversificazione del rischio non è possibile scendere) la scelta può essere effettuata solamente su queste 600 azioni (investimento un massimo di € 240 milioni, pari a circa il 10% di una società che quota $ 2.5 miliardi).

Se invece vogliono espandere l’universo di titoli, ed arrivare così alle circa 1.200 aziende con capitalizzazione almeno pari ad $ 1 miliardo, il numero di azioni da possedere deve salire come minimo a 100, se non molto probabilmente a 200 o più.

Innanzitutto notiamo che le società più piccole, probabilmente le più interessanti perché poco seguite e spesso quotate a prezzi molto bassi se confrontati con le loro possibilità di crescita, sono totalmente al di fuori dalla portata di questi fondi.

In secondo luogo, anche intuitivamente, risulta chiaro che dover scegliere 50, 100 o addirittura 200 aziende quotate sulle quali investire diventa un’impresa ardua, se l’obiettivo è quello di ottenere rendimenti elevati e ben superiori a quelli della media di mercato.

In pratica i manager di questi fondi di investimento, anche quelli più bravi e strapagati, seguono delle strategie di gestione di portafoglio imposte loro dalla dimensione del fondo, dalle normative legali nonché da ragioni di diversificazione che non hanno niente a che fare con la scelta ottimale delle migliori aziende sulle quali investire.

Scelta ottimale che invece possiamo benissimo fare noi, dopo ovviamente il corso Come Investire in Borsa!

Dove investire in Borsa

Okay, ora che siamo convinti di poter battere sia il mercato che i migliori gestori di Wall Street dobbiamo passare alla seconda fase del piano: in cosa investiamo e come investire in Borsa

Proviamo intanto a fare chiarezza su cosa siano le azioni, i mercati azionari e l’analisi tecnica e fondamentale di un titolo.

Un’azione (“stock” in inglese) è l’unità elementare del capitale sociale di un’azienda, ovvero il titolo di credito base che costituisce la più piccola parte del patrimonio sociale dell’impresa.

Ad esempio, un’azienda con capitale sociale di € 100.000 può essere suddivisa in 100.000 azioni del valore ciascuno pari ad € 1; comprando 2.000 azioni sul mercato borsistico divento proprietario del 2% del capitale (2.000 / 100.000).

Possedendo il 2% dell’azienda ho diritto alla fine di ogni esercizio, oltre che a partecipare all’assemblea degli azionisti, a ricevere una quota degli utili pari a 2/100 del totale (sempre ammesso che vengano totalmente o parzialmente distribuiti). Naturalmente, nel caso non venisse prodotto alcun utile di esercizio, non riceverò alcun dividendo.

I migliori mercati regolamentati sono quelli americani, che ti consiglio caldamente di affiancare a quello italiano, che seguiremo in ogni caso in quanto ha costi commissionali molto bassi. I mercati USA hanno le seguenti ottime caratteristiche:

Enorme quantità di aziende quotate;
Liquidità;
Costo delle transazioni contenuto;
Possibilità di investimento più remunerative (ci sono più start up, poco conosciute e dal potenziale di crescita notevole).

In definitiva cercheremo le nostre azioni nei seguenti mercati:

Dow Jones Industrial: costituito dai principali 30 titoli americani quotati, prevalentemente industriali, con l’eccezione dei titoli tecnologici Microsoft e Intel. Sono escluse dall’indice le utilities;
S&P 500: racchiude le 500 maggiori società in termini di capitalizzazione di borsa;
Nasdaq Composite: include le 1.000 maggiori società del settore tecnologico;
Nasdaq 100: costituito da una selezione di 100 delle migliori aziende del Nasdaq Composite.
FTSEMIB Italia: il mercato italiano.

Analisi tecnica e fondamentale

Per investire in Borsa useremo entrambe le tecniche di analisi, quella fondamentale e quella tecnica/grafica.

Quando si sente parlare di borsa e investimenti uno dei più frequenti dibattiti sull’argomento riguarda la differenza che intercorre tra l’analisi di tipo fondamentale e quella di tipo tecnico.

Conseguentemente anche i trader si distinguono spesso in “fondamentalisti” e “chartisti” (o anche analisti tecnici), con opposte visioni dei mercati finanziari e scontri di opinione che, nei forum e blog di settore, si rivelano di frequente molto accesi. Ognuno ovviamente pensa di essere nel giusto e considera i sostenitori della parte opposta come “venditori di aria fritta”.

In realtà la classica opposizione fra queste due scuole di pensiero è a mio avviso infondata: i due sistemi di analisi sono entrambi validi, ma vanno utilizzati in modi e con obiettivi di investimento completamente diversi.

La scuola fondamentalista crede fermamente nel valore di un’azienda espresso dai numeri del bilancio, e si pone il seguente obiettivo: investire in società dalle buone/ottime prospettive future che, per qualche motivo, il mercato non valuta correttamente.

In pratica si ricercano sul mercato aziende con soddisfacenti fatturati e utili ma che costino meno del loro valore effettivo, nella convinzione che il mercato si stia sbagliando nel valutarle. Una volta che gli investitori si accorgeranno dell’errore, la quotazione tornerà ai giusti livelli di prezzo.

Qualche esempio di quest’approccio? Durante il drammatico 1987 a Wall Street, Peter Lynch (un leggendario fondamentalista) pensò bene di investire in un importante distributore di fondi di investimento e di servizi finanziari americano, Dreyfuss, a circa 16 dollari per azione. Nel corso dell’anno la quotazione era crollata dagli iniziali $ 42 fino ai minimi di € 15, il tutto a causa sia del crack di borsa generalizzato che dell’opinione degli esperti di mercato: si pensava in quei giorni “che cosa succederà dopo il crollo a tutte queste società che vivono di finanza?”

Nei momenti di crisi, e Lynch lo sapeva con certezza, la realtà delle imprese è sempre meno brutta di quello che si può pensare quando tutti ne parlano male; anche per Dreyfuss c’erano i conti aziendali a testimoniarlo: solamente tre anni dopo, ad inizio 1991, il valore per azione tornò a circa $ 35.

Se avessi avuto come Lynch il sangue freddo di credere ai valori “fondamentali” del titolo, ti saresti portato a casa un profitto di circa il 115% in tre anni.

Esaminiamo invece i seguaci dell’analisi tecnica, o se preferisci “chartisti”, dal termine inglese chart che significa grafico.

In buona sostanza chi opera sui mercati seguendo i segnali dell’analisi tecnica è convinto che sussista almeno uno dei seguenti presupposti:

Tutti i dati fondamentali, sia quelli aziendali che in generale quelli economici, possono essere falsi o dare indicazioni errate;

Anche se i dati sono veri, quando l’investitore comune ne viene a conoscenza è ormai troppo tardi per ottenere un profitto: molti operatori di mercato e insiders hanno già avuto la notizia prima di noi.

Che fare allora? L’unica possibilità è di prendere atto del fatto che il grafico ed i prezzi incorporano già tutte le possibili notizie su un determinato titolo, con la conseguenza che bisogna concentrarsi sul movimento stesso delle quotazioni (ovvero sul grafico) per ricavare delle indicazioni operative utili.

L’analisi tecnica ha come obiettivo proprio lo studio del movimento dei prezzi di un titolo; attraverso l’analisi del comportamento del grafico nel passato cerca di prevederne la sua possibile evoluzione futura.

Per fare ciò si utilizzano i grafici di borsa, gli indicatori e altri strumenti grafici che servono a segnalare il momento più opportuno per aprire e chiudere le posizioni, cioè per acquistare o vendere titoli.

Si tratta di un tipo di analisi che non ha un fondamento scientifico, non esiste cioè alcuna garanzia che nel futuro il prezzo si muova seguendo le stesse regole del passato; è per questo motivo che molti studiosi la considerano quasi “un’arte” in cui sono fondamentali l’intuito e l’interpretazione soggettiva dell’analista.

Tuttavia bisogna dire che queste critiche non colgono il vero significato dell’analisi tecnica, che non si prefigge come obiettivo quello di leggere il futuro ma piuttosto quello di stabilire se un titolo si sta muovendo al rialzo o al ribasso. Analizzando un grafico si cerca di capire chi ha in mano il controllo del mercato tra compratori e venditori, sfruttando successivamente il “prevedibile” andamento dei prezzi nella direzione voluta dalla parte in controllo.

Si tratta dunque di un approccio statistico, non di certezza assoluta: analizzando il grafico è come se avessimo a disposizione una radiografia della domanda e dell’offerta, con buona probabilità di indovinare nel futuro la corretta direzione dei prezzi semplicemente seguendo chi si trova in posizione di forza.

Quando investire in Borsa

Come precedentemente accennato, il corso Come investire in Borsa ti consentirà di operare sui mercati con un’ottica di medio/lungo termine; il sistema prevede infatti di effettuare un paio di acquisti mensili, un’operatività molto “rilassata” che ti permetterà di affiancare facilmente gli investimenti alle altre entrate lavorative, senza richiedere un impegno di tempo eccessivo.

Nel caso si volessero utilizzare anche i segnali del servizio Trading di Borsa, l’operatività si sposterebbe un po’ più sul breve termine, anche se gli acquisti di azioni non sarebbero in ogni caso mai superiori a 8/10 al mese.

Siti e strumenti per Investire

Per implementare il nostro metodo di investimento, e nel caso anche quello di trading, faremo uso dei seguenti siti di riferimento o strumenti online:

– Prorealtime

– Tradingview

– Finviz

– Zacks

– Yahoo Finance

Si tratta di siti o strumenti sempre GRATUITI, dove è necessario solamente iscriversi con utente e password per beneficiare dei servizi.

Broker da utilizzare

I miei broker preferiti per il mercato azionario sono Fineco e DEGIRO

In realtà utilizzo il primo solamente per effettuare analisi fondamentale, raramente per l’operatività (anche se in casi eccezionali lo utilizzo); la banca con la quale effettuo gli acquisti è invece DEGIRO, società olandese ma con filiali anche in Italia.

Capitale minimo per investire in azioni

Una domanda che viene posta spesso da chi si avvicina per la prima volta al mondo degli investimenti è sempre questa:

Si può fare trading con € 1.000, o addirittura con meno?

Molte persone vengono attratte dalle pubblicità, spesso incredibili, dei broker, che illudono di poter fare palate di soldi in poche operazioni e pochi mesi, partendo addirittura da principianti ma anche con un minimo di 100 euro di investimento.

La risposta è NO. Non si può investire in Borsa con meno di 8/10 mila Euro. Se si ha un conto inferiore a questa cifra, semplicemente gran parte dei guadagni se ne vanno via in commissioni e tasse, rendendo praticamente inutile ogni sforzo.

Basta farsi due calcoli: se investo € 1.000 e, siamo ottimisti, faccio il 50% di profitto, si tratta pur sempre di soli € 500, che tra commissioni e tasse si riducono al massimo a € 200. Sobbarcarsi tutto il lavoro per € 200 non mi sembra conveniente…. E inoltre ci vorrebbero decenni per iniziare ad ottenere guadagni interessanti.

Se hai solamente qualche migliaio di euro non ti consiglio di aprire un conto e fare trading con leve assurde per fare profitti, finiresti solo con il bruciare il conto. Piuttosto dovresti investire quei soldi in formazione, magari in libri e corsi e poi in un piccolo conto, da utilizzare però SOLAMENTE per imparare e fare delle prove!

Chi sono

Dopo una lunga esperienza all’interno del settore bancario ho deciso di dedicarmi a tempo pieno all’attività di trader grazie ai risultati ottenuti a partire dal 2009, quando ho iniziato ad operare sui mercati finanziari.

Nel corso degli anni ho testato e studiato una vasta quantità di differenti strategie di investimento, selezionando i metodi migliori per ogni tipo di investitore e rischio collegato.

Ho svolto un’esperienza lavorativa nel 2015 presso la Aegis Capital Corp., banca d’investimento con sede a New York. Ho lavorato nell’ufficio investimenti e Wealth Management, dando il mio sostegno al Team Manager ed al Direttore per lo sviluppo di piani finanziari per i clienti ed il miglioramento della loro allocazione di portafoglio; ho acquisito competenze rilevanti nel Portfolio Management, consulenza assicurativa e real estate. Ho anche proposto, e in seguito sviluppato ulteriormente durante l’esperienza, una strategia di portafoglio con un ottimo tasso di rendimento e una bassa volatilità.

Dal 2009 opero come trader professionista sviluppando la mia grande passione per i mercati finanziari; faccio trading giornalmente su azioni e sul mercato del Forex. Dal 2012 al 2014 ho collaborato con riviste specializzate nel trading e nei mercati finanziari, tra i quali Traders’s Magazine e Mediosfera per l’Annuario del Trading Online.

Se vuoi puoi seguirmi sui miei profili pubblici:

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