Business Cycle di Giugno: la crescita europea

Business Cycle di Giugno: la crescita europea

Crescita europea e azioni più attraenti delle americane

 

Europa e crescita

 

Se rimaniamo confinati alla lettura dei giornali italiani, o almeno alle pagine che si limitano agli affari nazionali, sembra di vivere in un altro mondo non appena si dà uno sguardo a quanto accade altrove (ovvero alla crescita europea).

Parlo ovviamente di cifre e dati sull’andamento economico e finanziario europeo, non di opinioni politiche e sociologiche; basandosi sui numeri e solamente su quelli, si ricavano i seguenti aspetti:

Punti chiave

✔ L’attività manifatturiera è in costante crescita; la disoccupazione è in calo; la pressione deflattiva è scomparsa; il business sentiment è in continua accelerazione.

✔ La Banca Centrale Europea potrebbe interrompere l’attività di QE prima di quanto si pensi considerato l’andamento rialzista dell’inflazione.

✔ L’economia a livello globale rimane in espansione e questo rende più attrattive le quotazioni dei titoli europei se confrontati con quelli americani.

L’euro-zona ha sofferto non poco a partire dalla crisi finanziaria del 2008 per trovare una stabile situazione economica di crescita. I problemi che si sono via via sommati hanno riguardato una crescita del PIL insufficiente, i rischi dei debiti sovrani nei paesi periferici, un sistema bancario sotto-capitalizzato, l’austerity fiscale e le linee politiche divergenti tra i paesi.

Dopo una prima stretta monetaria all’inizio del 2011 l’area Euro è tornata in recessione, fatto che ha costretto la BCE a spingersi oltre incrementando la quantità di allentamento monetario; nonostante ciò non si è assistito ad un ritorno alla crescita immediato bensì ad un andamento lento ed accidentato.

I dati economici odierni

Attualmente, dopo gli sforzi degli ultimi anni, l’Euro-zona è tornata a crescere e le pressioni deflattive sono state risolte.

Il ciclo economico è ormai nella cosiddetta fase di “mid-cycle“, caratterizzata da crescita della produzione industriale, aumento di occupazione e salari, inflazione in risalita ma ancora lontana dai livelli di guardia.

L’Europa risente positivamente inoltre della vigorosa ripresa del PIL in Asia, con un ciclo economico appena partito che risulta molto più attraente per gli investitori rispetto alla fase matura degli USA, in termini sia di PIL che di occupazione, credito e condizioni monetarie.

I seguenti aspetti ci fanno propendere per l’attuale fase di “mid-cycle” economica:

  • Probabilità di recessione ai livelli più bassi dalla crisi dei debiti sovrani del 2011;
  • L’indice dei direttori degli acquisti del settore manifatturiero ha accelerato rispetto a 12 mesi fa, raggiungendo i massimi dal 2011;
  • I tassi di disoccupazione continuano gradualmente a diminuire dal picco del 12,1% del 2013 fino al 9,5% attuale, con il contributo maggiore da parte di Germania e Spagna;
  • Il Business Sentiment continua a migliorare, al massimo storico in particolare in Germania;
  • Il credito privato cresce moderatamente nei settori Impresa e Famiglie;
  • La fiducia dei consumatori ha raggiunto i massimi del ciclo;
  • L’inflazione si è portata vicino ai massimi degli ultimi 4 anni, appena sotto il 2%.

 

Figura 1 – Business Sentimenti Index

Business Sentiment Eurozona
Il Business Sentiment index in Eurozona. Source: Italian National Institute of Statistics, Ifo Institute for Economic Research, National Institute of Statistics and Economic Studies

 

Inflazione europea
Indice dei prezzi al consumo in Europa. Source: Statistical Office of the European Communities, Centre for Economic Policy Research, Haver Analytics

 

Inflazione e tassi di interesse

La crescita economica e quella inflazionistica sono diventate stabili nell’ultimo periodo, con maggiori probabilità di assistere a tassi di interesse ed Euro più alti nel futuro.

La BCE ha già modificato una piccola parte del programma QE ma la sua politica è destinata ad accelerare velocemente nel corso del 2017 e 2018.

Con il permanere dei prezzi e della crescita sui livelli attuali, il prossimo passo della BCE sarà con ogni probabilità un ritorno alla normalità, con un tasso di interesse più alto; i mercati dei futures ancora non hanno del tutto prezzato questo cambio di rotta, ma la forza recente dell’Euro ci fornisce un’indicazione precisa in tal senso.

In conclusione, rimanere agganciati esclusivamente alla realtà italiana, senza gettare lo sguardo oltre confine, rischia di distorcere notevolmente la percezione delle cose; e in finanza, o più in generale negli investimenti, è sempre meglio avere la visione completa del mercato, considerando tutte le possibili variabili.

Pecunia non olet.

Happy and healty trading.

 

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