Crollo Bio-On: come si poteva evitare?

Crollo Bio-On: come si poteva evitare?

Ci risiamo con il nuovo caso delle azioni Bio On: i piccoli risparmiatori fanno affidamento sulle raccomandazioni degli analisti, sui consigli dei consulenti, sull’affidabilità della Borsa Italiana e, all’improvviso, vedono polverizzati i loro risparmi!

E’ possibile che dopo Parmalat, Banca MPS, Banca Etruria, Carige ecc… ancora possa succedere qualcosa del genere?

Ebbene sì, almeno fino a quando chi vuole investire in borsa continua ancora ad affidarsi ai consigli sbagliati, senza capire che l’unico modo per guadagnare in Borsa è sempre lo stesso: FARE DA SOLI!

Cosa è successo a Bio On

La settimana scorsa è uscito all’improvviso un report della banca di affari Quintessential, con sede a New York ma guidata da un management italiano con a capo Gabriele Grego, con oggetto un’analisi dettagliata della società Bio On; a questo link trovate il video su Youtube dell’analisi:

Analisi Youtube

Al di là della veridicità delle accuse mosse (se fossero confermate tanto di chapeau al fondo), le quali chiaramente fanno riferimento a fatture truccate e possibile castello di carta in essere al fine di falsificare i conti reali dell’azienda, la domanda è la seguente:

Si poteva evitare di aver acquistato l’azione in precedenza, senza sapere in anticipo del report?

Evitare di perdere in Borsa

Ebbene sì, si poteva evitare di essere dentro all’azione Bio On, pur non potendo essere degli insider e verificare personalmente la realtà dei conti aziendali.

Come spesso mi capita di ribadire, ed è una delle cose che cerco di insegnare nei miei corsi di trading, non si può fare affidamento solamente sull’analisi tecnica e grafica dei titoli azionari per investire e fare trading. Non è sufficiente.

Bisogna prima fare ANALISI FONDAMENTALE, finalizzando il tutto allo screening delle migliori azioni sulle quali DOPO effettuare un’analisi tecnica per decidere se acquistare oppure no.

Si deve cioè effettuare prima una seppur minima scrematura delle azioni sulla base di precisi dati di bilancio, in grado di evitarci di entrare in acquisto su aziende con problematiche economiche o finanziarie che possono costituire un rischio.

Al seguente link trovi anche un video che ho realizzato sull’argomento.

Video Bio On

Strumenti di analisi fondamentale

Oltre agli screening di mercato (tecniche che propongo nei corsi di trading) esistono poi un paio di strumenti molto semplici che consentono, una volta inseriti pochi dati di input su un foglio Excel, di verificare se il prezzo di mercato di un titolo è più o meno sottovalutato rispetto a un preciso “fair value”, che rappresenta per noi il prezzo obiettivo.

Il primo è quello dell’immagine seguente, ben spiegato nel video su Youtube.

Prezzo Bio On

Come puoi vedere, inserendo il Prezzo e qualche altra informazione facilmente reperibile su internet, si determina un Fair Value per Bio On di circa € 17,45, ben inferiore al prezzo attualmente offerto sul mercato e ancor più basso della quotazione superiore a € 50 che registrava Bio On la settimana scorsa!

Il risultato sarebbe stato: non si entra su quest’azione, è sopravvalutata.

Nell’immagine seguente il secondo piccolo strumento in grado di valutare il corretto P/E di un’azione.

P/E Massimi

Si possono leggere due massimi P/E teorici per Bio On, 36,49 e 23: il P/E attuale (venerdì n.d.r.) era quasi 38, dunque troppo alto rispetto a entrambi i P/E da noi calcolati.

Anche in questo caso il messaggio era chiaro: non si deve entrare su quest’azione.

Ma ci sono criticità ancora più evidenti se analizziamo i bilanci e, soprattutto, i rendiconti finanziari dell’azienda.

Qui sotto trovi i flussi di cassa relativi agli ultimi tre bilanci conclusi.

Flussi di cassa

Il dato che ci interessa non è tanto il flusso di cassa totale generato dalla società, che puoi vedere nell’ultima riga denominata “flusso di cassa”: tranne che per il 2016 sembra essere positivo e molto ampio, anche nel 2017.

Quello che tuttavia ci deve interessare maggiormente è la sua composizione. Lo ripeto: cash is king, ovvero anche laddove il conto economico sia positivo e l’azienda sembri generare profitti, quello che davvero deve suscitare la nostra attenzione è la generazione di flussi di cassa OPERATIVI.

Free Cash Flow della gestione corrente

Bisogna guardare dunque ai flussi OPERATIVI, cioè quelli generati dall’attività caratteristica dell’azienda, che indicano cioè se la “normale” attività operativa sia in grado di produrre cash.

Nell’immagine sopra dobbiamo porre l’attenzione sulla riga “flusso monetario gestione corrente”: l’attività caratteristica sembra sempre bruciare cassa, in ognuno degli ultimi tre anni. QUESTO È UN GROSSO PROBLEMA.

Ma c’è di più.

Dall’analisi del rendiconto si capisce molto bene come l’azienda abbia deciso di effettuare ingenti investimenti (in particolare in immobilizzi finanziari e altri titoli, partecipazioni in altre aziende, voce “flusso monetario medio termine”) ampiamente finanziati da debiti verso banche per € 15 ml (voce “variazione finanziamenti a medio termine”) oltre che da versamenti dei soci (voce “aumenti capitale”).

Se nel lungo periodo tale strategia potrebbe risultare vincente, il rischio che si corre nel presente è invece il seguente: se l’attività caratteristiche che adesso brucia cassa dovesse continuare a farlo anche nel futuro come saranno ripagati i debiti?

A completare l’analisi possiamo dare un occhio anche all’indicatore “debt service coverage”, che negli ultimi anni è diventato in pratica l’indice principe per i finanziatori terzi di un’azienda, l’unico in grado da solo di far decidere una banca se finanziare o meno un’attività. Tale indice deve rimanere maggiore di 1, preferibilmente superiore a 1,1.

Per BIO ON tale indicatore è invece sempre negativo.

Come già detto, bisogna FARE DA SOLI per essere sicuri di investire in modo corretto: ovviamente non si può fare tutto e subito, ma l’unico modo è quello di mettersi di buona volontà, armarsi di pazienza e volontà e studiare, studiare, e applicarsi.

Ciao alla prossima.

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